La saggezza finanziaria suggerisce che ad un premio al rischio (di credito, ma non solo) positivo è generalmente associato (in presenza di mercati efficienti dal punto di vista informativo) un rischio maggiore rispetto a quello rappresentato dai Titoli di Stato privi di rischio.
In generale, Il merito creditizio dipende dalla probabilità di default e dal tasso di recupero atteso conoscendo la probabilità di default (v. Figura 2.8) associata all'apparteneza dell'emissione ad una determinata classe di rating e evitando dettagli inutili in questo contesto, il rendimento richiesto dal mercato per un titolo obbligazionario rischioso con scadenza a un anno è dato dalla seguente formula (ipotizzando un tasso di recupero -- recovery-rate1.7 -- pari a zero):
dove in (2.18) con
,
e
indichiamo rispettivamente il
rendimento a scadenza del titolo rischioso, il
rendimento del titolo di Stato privo di
rischio e la probabilità di default annua.
In particolare, il montante derivante dall'investimento in titoli obbligazionari rischiosi --caratterizzati da una probabilità di default maggiore di zero-- su un determinato orizzonte temporale deve uguagliare il montante derivante dall'investimento in Titoli di Stato privi di rischio; la solita formuletta "<semplice, semplice">:
Si distinguono la probabilità di
default annua da quella cumulata
(
) sulla vita residua,
, dell'obbligazione:
La (2.18), la (2.19) e la 2.20 muovono dalla considerazione che, in assenza di opportunità di arbitraggio, esiste un premio, in termini di rendimento, tale da compensare lo svantaggio di assumersi il rischio di subire una perdita derivante dal default.
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In Figura 2.9 è riportata uno screenshot dal sito http://www.creditgrades.comcreditgrades.com su cui è possibile trovare le probabilità implicite teoriche di default cumulata e annua (pari a 36,5% e 9,1%) su di un titolo Ford con scadenza 5 anni.
Procedendo in modo inverso rispetto a quanto appena visto per la determinazione del rendimento del titolo rischioso, conoscendo la quotazione corrente di un'emissione e quindi il suo rendimento a scadenza possiamo determinare la probabilità di default implicita. Per semplicità trascuriamo i soliti inutili dettagli, tale probabilità può essere stimata facendo riferimento alla formuletta seguente (v. 2.21):
dove in (2.21) con
si intende lo spread di rendimento del titolo rischioso
rispetto a quello del titolo privo di rischio.
La probabilità di default determinata con questo procedimento inverso -- cioè partendo dal rendimento a scadenza e confrontandolo con quello del Titolo di Stato privo di rischio -- ci consente di identificare un rating implicito da assegnare all'emissione qualora non sia "<ratata">.