Considerando in Figura (2.42) una
probabilità di guadagnare o perdere pari a
allora il valore equo (il valore medio o
atteso) dell'opzione è 1,25 (
). Infatti
se l'attività sottostante scende a 95 l'opzione scadrà
out-of-the-money e quindi non avrà alcun
valore, mentre se l'azione sale a 105 allora
l'opzione a scadenza avrà un valore intrinseco
pari a 2,5 (
).
Consideriamo invece lo stesso titolo sottostante però con 2 mesi a scadenza; avremo che:
Considerando in Figura (2.43) una
probabilità di salire o scendere ogni
anno sempre di
allora il valore equo
dell'opzione sara 1,875 (
).
Considerando invece un'altra opzione sempre sulla medesima attività finanziaria con uno strike pari a 101 (euro) allora avremmo che:
In Figura 2.44 si nota come il
valore dell'opzione in questo caso diverrebbe
2,25 (
). Ancora,
aumentando la volatilità dell'attività
sottostante, ossia la sua quotazione potrebbe
salire o scendere non più di 5 euro ma di 10
euro, allora:
il suo valore diverrebbe 4,75 (
).
Intuitivamente dunque, il valore di un opzione dipende (principalmente) dal tempo a scadenza, dallo strike price (e quindi anche dalla quotazione del sottostante) e dalla volatilità (cfr. Figura 2.20).